- Ma allora ero soltanto un burattino! - disse ad alta voce. - Ora sono un bambino vero, ed ho dovuto soffrire un bel po' per diventarlo -
Era un bambino, ed anche maturo, pensava: il mio amico Lucignolo non era poi neanche lui un poco di buono, si è convertito e vuole rendersi utile alla gente. La Fatina dai capelli turchini gli ha dato fiducia, e lui sta dimostrando di meritarla. In pochi mesi, si è trasformato da un asino morto in un bambino pieno d'idee e di buona volontà.
Geppetto rientra che sono le otto. L'aria si è già fatta scura. Accende la solita candela: la luce elettrica, in paese, non è ancora arrivata, se ne parla soltanto come se fosse un sogno lontano. In qualche città come Londra o New York si possono già vedere delle luci elettriche nelle strade.
E la cena? Geppetto ha davvero portato con sé le famose due pere. Lui ha mangiucchiato qualcosa all'osteria con l'amico mastro Ciliegia che gli ha offerto un po' di pane e formaggio e gli ha regalato quelle due pere per il suo figliuolo Pinocchio.
Pinocchio, tutto preso dalle sue nuove idee, non ha neanche troppa fame. Lava in fretta quelle buone pere nel lavandino dell'acquaio, toglie solo il picciuolo e poi le divora intere, con tanto di buccia e di torsolo, lasciando da parte soltanto i semi.
- A proposito di pere - dice finalmente al suo padre putativo - Lo sai, babbo, che Lucignolo non è morto? Lo sai che vive con la Fata dai capelli turchini? -
Geppetto è sbalordito e commosso. - Vivo? E sta a casa con lei come se fosse suo figlio? -
- Sì, babbo. La Fatina gli ha lasciato tutto, ed è partita. Lui è stato capace di rimettere in piedi il giardino e il frutteto, e domani andremo, io e lui, a vendere pere, mele e pesche al mercatino. Così potremo guadagnarci da vivere!-
giovedì 31 maggio 2012
mercoledì 30 maggio 2012
6. Due bravi bambini
- Hai proprio pensato a tutto. Ma poi il guadagno come lo dividiamo? -
- Da buoni amici, a metà. Il prossimo autunno mi aiuterai a coltivare il frutteto e il giardino, e i nostri affari non potranno che migliorare. Tanto la Fatina è un po' come una madre anche per te, no? Diciamo che è lei che sta pensando al nostro avvenire, e forse se n'è andata proprio per vedere come ce la caviamo -
- Eh, sì! - disse Pinocchio - Lo so bene che a lei piace fare così. Lei ha tanta fiducia in me. Solo che io...-
- Dai, non prendertela! Vedrai che questa volta tutto andrà a meraviglia -
I due bambini erano abbastanza soddisfatti di se stessi. Lucignolo abbracciò ancora una volta Pinocchio che non stava in sé dalla gioia, e si diedero appuntamento all'indomani mattina.
Lucignolo rientrò a casa della Fata Turchina, e preparò ogni cosa a puntino per il giorno dopo. Colse le mele più belle, le pere più mature e le pesche più morbide e le sistemò dentro piccole cassette di cartone che erano già pronte. Diede una bella lucidata al carrettino a mano, prese un bel pacco di buste di carta, insomma tutto l'occorrente per cominciare un piccolo commercio di frutta ambulante.
Pinocchio, tutto contento, e non pensando neanche più alla cena, risalì le scale di casa e si mise ad aspettare Geppetto. Non provò neanche a cercare un uovo da cuocere per cena, ricordandosi di quell'altro uovo da cui era volato via il pulcino. Ripensò pure a quel povero Grillo Parlante che aveva schiacciato con una martellata.
- Da buoni amici, a metà. Il prossimo autunno mi aiuterai a coltivare il frutteto e il giardino, e i nostri affari non potranno che migliorare. Tanto la Fatina è un po' come una madre anche per te, no? Diciamo che è lei che sta pensando al nostro avvenire, e forse se n'è andata proprio per vedere come ce la caviamo -
- Eh, sì! - disse Pinocchio - Lo so bene che a lei piace fare così. Lei ha tanta fiducia in me. Solo che io...-
- Dai, non prendertela! Vedrai che questa volta tutto andrà a meraviglia -
I due bambini erano abbastanza soddisfatti di se stessi. Lucignolo abbracciò ancora una volta Pinocchio che non stava in sé dalla gioia, e si diedero appuntamento all'indomani mattina.
Lucignolo rientrò a casa della Fata Turchina, e preparò ogni cosa a puntino per il giorno dopo. Colse le mele più belle, le pere più mature e le pesche più morbide e le sistemò dentro piccole cassette di cartone che erano già pronte. Diede una bella lucidata al carrettino a mano, prese un bel pacco di buste di carta, insomma tutto l'occorrente per cominciare un piccolo commercio di frutta ambulante.
Pinocchio, tutto contento, e non pensando neanche più alla cena, risalì le scale di casa e si mise ad aspettare Geppetto. Non provò neanche a cercare un uovo da cuocere per cena, ricordandosi di quell'altro uovo da cui era volato via il pulcino. Ripensò pure a quel povero Grillo Parlante che aveva schiacciato con una martellata.
martedì 29 maggio 2012
5. Un buon raccolto
- E dove andiamo, allora? -
- Caro amico Pinocchio, ho avuto una bella pensata. Sai, la Fata Turchina starà fuori per lungo tempo, e quando tornerà io voglio dimostrarle che non sono stato senza far nulla. In questi mesi ho coltivato molto bene gli alberi di pero, di melo e di pesco, ed abbiamo avuto un buon raccolto. Ora non dobbiamo far altro che portare tutta questa bella frutta al mercato, ed io ho pensato a te, che sei il mio miglior amico. Nella cantina della casa abbiamo un bel carrettino; peccato che non si abbia anche un cavallino che lo tiri, ma se gli affari vanno bene...potremo anche procurarcelo, non credi? Per ora lo tiriamo a mano, io e te a turno, e portiamo al mercato un bel po' di frutta per volta, finchè non avremo racimolato una bella cifretta. Non ti pare che sia una buona idea? -
- Ottima, Lucignolo! Siamo qui senza far niente, l'anno di scuola ormai l'abbiamo perduto. Cerchiamo perciò di rimediare meglio che possiamo -
- Bene. Organizziamoci così: stasera tu avvisi tuo padre e gli chiederai il permesso di partecipare al commercio di frutta con me. Io ora vado a casa, e preparo il carrettino con una cinquantina di chili di mele, pere e pesche. A mezza lira al chilo, potremo già incassare un mucchietto di scudi.
- Oh! E la bilancia? -
- La Fatina ne ha una vecchia, in ferro battuto, con un piatto, delle catenelle, un bracccio tarato e un peso: ho già provato, e va bene!-
- Caro Lucignolo, vedo che hai pensato a tutto. Domani mattina presto io ti raggiungo a casa, lo so benissimo dov'è perché ci sono stato più volte, e conosco pure comare Chiocciola. Facciamo a turno a tirare il carrettino o possiamo tirarlo insieme, una stanga per uno -
- Giusto. Quando si arriva al mercato, io peso la frutta e tu la metti nelle buste, e incassi il denaro. Facile, no? -
- Le buste dove le troviamo? -
- Ce n'è un bel po' in cantina, e poi potremo comprarle dal cartolaio, costano poco -
- Caro amico Pinocchio, ho avuto una bella pensata. Sai, la Fata Turchina starà fuori per lungo tempo, e quando tornerà io voglio dimostrarle che non sono stato senza far nulla. In questi mesi ho coltivato molto bene gli alberi di pero, di melo e di pesco, ed abbiamo avuto un buon raccolto. Ora non dobbiamo far altro che portare tutta questa bella frutta al mercato, ed io ho pensato a te, che sei il mio miglior amico. Nella cantina della casa abbiamo un bel carrettino; peccato che non si abbia anche un cavallino che lo tiri, ma se gli affari vanno bene...potremo anche procurarcelo, non credi? Per ora lo tiriamo a mano, io e te a turno, e portiamo al mercato un bel po' di frutta per volta, finchè non avremo racimolato una bella cifretta. Non ti pare che sia una buona idea? -
- Ottima, Lucignolo! Siamo qui senza far niente, l'anno di scuola ormai l'abbiamo perduto. Cerchiamo perciò di rimediare meglio che possiamo -
- Bene. Organizziamoci così: stasera tu avvisi tuo padre e gli chiederai il permesso di partecipare al commercio di frutta con me. Io ora vado a casa, e preparo il carrettino con una cinquantina di chili di mele, pere e pesche. A mezza lira al chilo, potremo già incassare un mucchietto di scudi.
- Oh! E la bilancia? -
- La Fatina ne ha una vecchia, in ferro battuto, con un piatto, delle catenelle, un bracccio tarato e un peso: ho già provato, e va bene!-
- Caro Lucignolo, vedo che hai pensato a tutto. Domani mattina presto io ti raggiungo a casa, lo so benissimo dov'è perché ci sono stato più volte, e conosco pure comare Chiocciola. Facciamo a turno a tirare il carrettino o possiamo tirarlo insieme, una stanga per uno -
- Giusto. Quando si arriva al mercato, io peso la frutta e tu la metti nelle buste, e incassi il denaro. Facile, no? -
- Le buste dove le troviamo? -
- Ce n'è un bel po' in cantina, e poi potremo comprarle dal cartolaio, costano poco -
lunedì 28 maggio 2012
4. Il giardino della Fata Turchina
- Un bel mattino sentii di non essere più un povero somarello. Non avevo più gli orecchi lunghi, la grande coda, le quattro zampe, ma solo la mia vecchia faccia di bambino e le mie due gambe pronte a scattare, a correre, a giocare...Ma la Fata mi disse: - No, non andrai via, adesso. Non sei ancora pronto. E poi, devi meritartelo. Vedi il mio giardino? E' pieno di erbacce, non ha più neanche un fiore, le siepi sono diventate cespugli, gli alberi da frutto si sono seccati e stanno morendo. Tu devi rimettere tutto a posto. Ti do sei mesi di tempo. Quando arriva la prossima primavera, questo giardino deve essere di nuovo tutto in ordine e bello fiorito. Ecco, laggiù c'è una fontanella, e c'è l'idrante, e lì nel capanno ci sono tutti gli attrezzi, zappe, rastrelli, falci, vanghe, pale ed anche i concimi. Hai nove anni e sei capace di ragionare e di lavorare. Vedrai che ti piacerà ed avrai la tua ricompensa -
- Meraviglioso! - fece Pinocchio. - E tu? -
-Io ho fatto tutto quello che la Fata Turchina mi ha detto. Ora sono felice. Quello che tu vedi è il tuo vecchio amico Lucignolo in carne e ossa, e tu sei il mio compagno di avventura, perché ti porterò in un bel posto dove non avrai nessuna delusione e nessuna disgrazia -
- Mi porterai a casa della Fata Turchina? -
- No, no. La Fata mi ha lasciato le chiavi di casa ed è partita per un lungo viaggio. In casa è rimasta soltanto la comare Chiocciola come domestica, ma è così lenta che nessuno si accorge che ci sia. Casa e giardino sono affidati completamente a me -
- Meraviglioso! - fece Pinocchio. - E tu? -
-Io ho fatto tutto quello che la Fata Turchina mi ha detto. Ora sono felice. Quello che tu vedi è il tuo vecchio amico Lucignolo in carne e ossa, e tu sei il mio compagno di avventura, perché ti porterò in un bel posto dove non avrai nessuna delusione e nessuna disgrazia -
- Mi porterai a casa della Fata Turchina? -
- No, no. La Fata mi ha lasciato le chiavi di casa ed è partita per un lungo viaggio. In casa è rimasta soltanto la comare Chiocciola come domestica, ma è così lenta che nessuno si accorge che ci sia. Casa e giardino sono affidati completamente a me -
domenica 27 maggio 2012
3. Il miracolo della Fatina
- Mio caro amico...- dice Pinocchio.
- Amico mio caro...- dice Lucignolo.
Tutti e due sono commossi fino alle lagrime.
- Ma come? - dice Pinocchio. - Ti ho visto rantolare mentre tiravi quella pietra della macina. Diciamoci pure che ti ho visto morire. Eri un povero asinello emaciato e in fin di vita. E ora sei di nuovo un bambino in carne ed ossa, più forte anche di quando stavamo andando al Paese dei Balocchi...-
- Hai ragione, Pinocchio. Ma devo dire grazie a quella meravigliosa Fata dai capelli turchini che anche tu conosci bene, che anche a te ha fatto il dono di diventare un bel bambino in carne ed ossa -
-Già! - fece Pinocchio, e gli venne ancora più da piangere. - Ma raccontami, dai, che non riesco più a starti dietro col ragionamento -
- Quella sera che tu mi vedesti morire - spiegò finalmente Lucignolo - la Fata Turchina entrò nel mulino, e con un piccolo colpo della sua bacchetta pian piano mi rimise in piedi, mi abbracciò, asciugò le mie lagrime, e disse: - Tu non devi morire, Lucignolo, anche se sei stato così cattivo ed hai quasi rovinato quell'altro sbandato di Pinocchio. Tu hai ancora un compito e un dovere, nella vita. Perciò vienimi dietro, perché ti porto a casa mia - E così fece. Non so come riuscii a percorrere tutta quella lunga strada, con le zampe tremolanti e la coda e gli orecchi che mi penzolavano penosamente. Era buio fitto, e non ci vide nessuno. Perciò di me non si è saputo più nulla, se non che ero morto davvero, e qualcuno, qualche asinaio, aveva portato via la mia carcassa solo per farne pelle di tamburo -
- E tu invece...-
- Io arrivai a casa della Fata Turchina, e lei mi curò con grande amore e mi fece guarire.
- Amico mio caro...- dice Lucignolo.
Tutti e due sono commossi fino alle lagrime.
- Ma come? - dice Pinocchio. - Ti ho visto rantolare mentre tiravi quella pietra della macina. Diciamoci pure che ti ho visto morire. Eri un povero asinello emaciato e in fin di vita. E ora sei di nuovo un bambino in carne ed ossa, più forte anche di quando stavamo andando al Paese dei Balocchi...-
- Hai ragione, Pinocchio. Ma devo dire grazie a quella meravigliosa Fata dai capelli turchini che anche tu conosci bene, che anche a te ha fatto il dono di diventare un bel bambino in carne ed ossa -
-Già! - fece Pinocchio, e gli venne ancora più da piangere. - Ma raccontami, dai, che non riesco più a starti dietro col ragionamento -
- Quella sera che tu mi vedesti morire - spiegò finalmente Lucignolo - la Fata Turchina entrò nel mulino, e con un piccolo colpo della sua bacchetta pian piano mi rimise in piedi, mi abbracciò, asciugò le mie lagrime, e disse: - Tu non devi morire, Lucignolo, anche se sei stato così cattivo ed hai quasi rovinato quell'altro sbandato di Pinocchio. Tu hai ancora un compito e un dovere, nella vita. Perciò vienimi dietro, perché ti porto a casa mia - E così fece. Non so come riuscii a percorrere tutta quella lunga strada, con le zampe tremolanti e la coda e gli orecchi che mi penzolavano penosamente. Era buio fitto, e non ci vide nessuno. Perciò di me non si è saputo più nulla, se non che ero morto davvero, e qualcuno, qualche asinaio, aveva portato via la mia carcassa solo per farne pelle di tamburo -
- E tu invece...-
- Io arrivai a casa della Fata Turchina, e lei mi curò con grande amore e mi fece guarire.
sabato 26 maggio 2012
2. Lucignolo è vivo
Pinocchio sta affacciato alla finestra, nella casetta giù in fondo al paese. Sono le cinque del pomeriggio, e Geppetto se n'è andato all'osteria a giocare a carte con mastro Ciliegia. Forse si è dimenticato che ha un figlio, adesso in carne ed ossa e non più di legno, del quale deve prendersi cura. E' quasi ora di cena, e del caro babbo, in casa, nessuna traccia.
Pinocchio, ora, è un bravo bambino, sono passati alcuni mesi dalle sue straordinarie avventure. Non combina più né maldestri né bricconerie. Ma sembra che qualcuno si voglia approfittare della sua bontà: non solo non c'è il babbo, ma nemmeno la Fata Turchina pensa più a lui!
Pinocchio manda giù un sospiro di rassegnazione, e aspetta alla finestra che il suo babbo ritorni e gli prepari la cena: magari anche soltanto due o tre pere, che mangerebbe volentieri con tutta la buccia e tutto il torsolo.
Ma...a un tratto Pinocchio ha un soprassalto. Possibile? No, lo sa benissimo:il suo vecchio amico Lucignolo è morto. Eppure...chi è quel ragazzino, anche lui di nove anni, con quel ciuffo ribelle e quella andatura dinoccolata? Lucignolo?
- Lucignolo! Lucignolo! - chiama con tono disperato, sapendo che non può essere vero.
- Sì, Pinocchio, sono io! Dunque scendi: che cosa aspetti? -
- Tu? Ma come? Ma quando? -
Nel dir così, Pinocchio si precipita giù per le scale, va incontro al suo amico, lo abbraccia, lo bacia: è proprio vero! è proprio vivo! -
Pinocchio, ora, è un bravo bambino, sono passati alcuni mesi dalle sue straordinarie avventure. Non combina più né maldestri né bricconerie. Ma sembra che qualcuno si voglia approfittare della sua bontà: non solo non c'è il babbo, ma nemmeno la Fata Turchina pensa più a lui!
Pinocchio manda giù un sospiro di rassegnazione, e aspetta alla finestra che il suo babbo ritorni e gli prepari la cena: magari anche soltanto due o tre pere, che mangerebbe volentieri con tutta la buccia e tutto il torsolo.
Ma...a un tratto Pinocchio ha un soprassalto. Possibile? No, lo sa benissimo:il suo vecchio amico Lucignolo è morto. Eppure...chi è quel ragazzino, anche lui di nove anni, con quel ciuffo ribelle e quella andatura dinoccolata? Lucignolo?
- Lucignolo! Lucignolo! - chiama con tono disperato, sapendo che non può essere vero.
- Sì, Pinocchio, sono io! Dunque scendi: che cosa aspetti? -
- Tu? Ma come? Ma quando? -
Nel dir così, Pinocchio si precipita giù per le scale, va incontro al suo amico, lo abbraccia, lo bacia: è proprio vero! è proprio vivo! -
1. In poche parole
Abbiamo sempre amato molto Pinocchio, al punto di desiderare che le sue avventure non si concludessero. E così, abbiamo deciso di dare noi un seguito a queste avventure, con un coraggio che sfida l'audacia.
Pinocchio, un pomeriggio, stando affacciato alla finestra, vede la sagoma di un bambino che somigliava al suo amico Lucignolo. Ed è proprio lui, perché la Fata Turchina lo ha salvato nel momento in cui, trasformato in asino, stava morendo.
Così, Lucignolo e Pinocchio ricominciano le loro folli avventure, vanno a ritrovare perfino il Paese dei Balocchi, finché Pinocchio non si stanca del suo aspetto di bambino normale, e si risveglia...trasformato di nuovo in burattino.
Pinocchio lascia i suoi cari e il suo paese, e affronta cinque anni di nuove avventure che lo portano a girare un po' il mondo. Ma, se il suo aspetto di burattino persiste, il suo animo è cambiato, e in findo a ogni sua avventura c'è il desiderio di aiutare il prossimo e di fare un po' di bene per la piccola società che gli sta intorno.
Conosce anche nuovi amici, con i quali stabilirà un forte legame di solidarietà, e con essi comporrà perfino un piccolo complesso musicale che gira di paese in paese dando spettacoli e guadagnandosi la vita.
Finalmente torna al suo paese e dai suoi cari, ma quando la Fata Turchina gli chiede se vuole lasciare la sua veste di burattino e tornare ragazzo, lui risponde di no. Sa che la gente lo ama come burattino, e tale vuole restare per affrontare con lo stesso entusiasmo sempre nuove avventure.
Pinocchio, un pomeriggio, stando affacciato alla finestra, vede la sagoma di un bambino che somigliava al suo amico Lucignolo. Ed è proprio lui, perché la Fata Turchina lo ha salvato nel momento in cui, trasformato in asino, stava morendo.
Così, Lucignolo e Pinocchio ricominciano le loro folli avventure, vanno a ritrovare perfino il Paese dei Balocchi, finché Pinocchio non si stanca del suo aspetto di bambino normale, e si risveglia...trasformato di nuovo in burattino.
Pinocchio lascia i suoi cari e il suo paese, e affronta cinque anni di nuove avventure che lo portano a girare un po' il mondo. Ma, se il suo aspetto di burattino persiste, il suo animo è cambiato, e in findo a ogni sua avventura c'è il desiderio di aiutare il prossimo e di fare un po' di bene per la piccola società che gli sta intorno.
Conosce anche nuovi amici, con i quali stabilirà un forte legame di solidarietà, e con essi comporrà perfino un piccolo complesso musicale che gira di paese in paese dando spettacoli e guadagnandosi la vita.
Finalmente torna al suo paese e dai suoi cari, ma quando la Fata Turchina gli chiede se vuole lasciare la sua veste di burattino e tornare ragazzo, lui risponde di no. Sa che la gente lo ama come burattino, e tale vuole restare per affrontare con lo stesso entusiasmo sempre nuove avventure.
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