sabato 8 dicembre 2012

198. Innocenti bugie

Quante volte la gioia di giochi infiniti ci ha fatto spuntare le orecchie e la coda del somaro; quante volte ci siamo ritrovati, da ciuchini, al centro di un circo che voleva ammirare le nostre acrobazie e ci ha visti piombare a terra azzoppati. 
E poi...in bocca al pescecane: quante volte, mentre credevamo di aver ritrovato l'affetto del nostro babbo, la sua immagine oscillava debole nel ventre della bestia marina.
Sì, Pinocchio: noi ti preferiamo come siamo noi, bastardi e incoscienti, marinatori della scuola, devastati da amicizie che ci danno solo delusioni e ci fanno sprofondare nel dolore. Che ce ne facciamo di un Pinocchio dal volto liscio del ragazzo per bene, che vive una vita melensa e passiva, che gira il torchio della vita convinto di star facendo l'unica cosa buona.
Carissimo Pinocchio, resta burattino per sempre, perché è in questo modo che tu ci hai insegnato a vivere, abituandoci alle cadute e reagendo rabbiosamente. Lascia che il tuo naso si allunghi per una innocente bugia della quale noi ti perdoniamo.
Queste nuove avventure, poi, ci hanno dimostrato che le cose migliori tu le hai fatte proprio da burattino quale tu assolutamente sei, burattino senza rimedio che riesce con la sua esperienza dolente a metter rimedio alle cattiverie altrui. Perchè il vero Pinocchio sei proprio questo: un burattino di legno dal cuore d'oro.

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