Mamma mia, Pinocchio non ricordava di aver avuto una paura simile in tutta la sua vita! Ed ora che l'aveva scampata bella, una nuova paura gli sopraggiunse nell'anima: lo sapete bene che un burattino come Pinocchio aveva la sua bella anima, che funzionava a dovere proprio come quella di ogni bambino.
L'anima di Pinocchio pensava: - Ora, se il contadino mi ha riconosciuto, con quale coraggio posso ripresentarmi di fronte alla maestra Lisabetta, di fronte ai suoi alunni? -
La maestra aveva elogiato Pinocchio per la sua bontà d'animo, grazie alla quale quei bambini potevano essere educati ed istruiti, e lui invece era un volgarissimo ladro d'uva! Avrebbe dovuto resistere alla tentazione, ma non ce l'aveva fatta.
Per sua fortuna, il contadino non aveva fatto in tempo a riconoscere quel ladruncolo che aveva rubato la sua uva e se l'era svignata in fretta e furia, scomparendo subito dopo all'orizzonte. Il contadino non aveva fatto in tempo neppure a vedere la bicicletta, tanto era stata rapida la fuga di Pinocchio.
Per questa volta era andata bene. Quando il cuore di Pinocchio piano piano si calmò e tornò ai suoi battuti normali, il burattino ebbe il coraggio di presentarsi all'uscita dalla scuola e aspettare la buona maestra Lisabetta, farla salire sul seggiolino posteriore che aveva costruito apposta per lei, e piano piano riportarla su a Pieve Antica.
Così Pinocchio decise due cose: di fermarsi al paese fino alla fine dell'anno scolastico, e di non rubare mai più un grappolo d'uva in vita sua.
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