giovedì 29 novembre 2012

189. Il derby delle bandiere rubate

- Evviva! Evviva! - strillarono tutti.
- Andremo in quattro, per non fare troppa confusione. Useremo la mia bicicletta nuova e quella che ho regalato alla maestra Lisabetta. Andremo due per bici, dato che ci sono i sellini posteriori. Così potremo andare e tornare in poco tempo, e non avranno la possibilità di riprenderci -
Così fecero: Pinocchio scelse Angelo, Luigino e Carlo, i tre più svegli. Luigino sapeva guidare benissimo la bici e andò assieme a Carlo. Erano le dieci di sera, ma ci si vedeva bene, perché la luna era quasi piena e il cielo sereno.
Il campo di gioco non aveva alcuna recinzione, e fu un gioco da bambini arrampicarsi sull'asta di legno e prendere le due bandiere, che vennero via con uno strappo secco senza subire danni. Un'ora dopo erano già a Pieve Antica, e nascosero le due bandiere in un armadio, nella stanza di Pinocchio.
Quando don Emilio seppe la notizia, divenne scuro in volto e rimproverò Pinocchio: - Dovevi limitarti  a riprendere la nostra bandiera. Ora vedrai quanti fastidi avremo dai ragazzi di Peverina. Perché rubare anche la loro bandiera? -
- E loro, perché hanno rubato la nostra? -
Arrivò, infatti, tutta la squadra di Peverina, e urlavano perché volevano indietro il loro vessillo rosanero.
Pinocchio ebbe una bella trovata: - Giacché siete qui, perché non disputiamo una bella partita di calcio fra noi? Al termine, ognuno riavrà la sua bandiera, sotto giuramento di non rubare più quella degli altri -
Un forte urlo di gioia accompagnò la proposta. E così, ogni anno, si disputò il grande incontro strapaesano tra gli arancioverdi di Pieve Antica e i rosaneri di Peverina.

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