Il giorno dopo, Pinocchio si svegliò con una grande idea. - Babbo - disse a Geppetto - Io non so stare senza far niente. Il bel pranzetto che abbiamo organizzato ieri mi sta facendo pensare una cosa. Lucignolo porta il pesce fresco procurato dal Pescatore Verde, mastro Ciliegia il suo buon vino che proviene dalle colline del Chianti, io mi metto a produrre insalate, fagioli e patate nel prato qui dietro, e tu, babbo, sai preparare ancora la lasagna che ti aveva insegnato la Fatina dai capelli turchini. Noi quattro possiamo davvero creare una bella trattoria: la Trattoria di Pinocchio. Senti come suona bene? -
A Geppetto l'idea non sembrò davvero da buttar via, e al solo pensarci si sentì improvvisamente più giovane di dieci anni.
E mastro Ciliegia? - Io non mi limiterò a procurare del buon vino - disse - So fare delle frittate meravigliose, e perciò compreremo delle galline e un bel gallo -
Anche Lucignolo volle dire la sua. - Si lavora all'aperto in estate, apparecchiando dei tavoli qua fuori. Via via diventeremo più bravi, ma intanto si cominica col poco, e prepareremo i primi pasti a poco prezzo per la gente che vieneal paese per il mercato -
Così, tutti insieme, cominciarono a lavorare. Pinocchio aveva una gran passione per il disegno, e cominciò a dipingere una bellissima insegna, "Trattoria di Pinocchio, con un piatto fumante di spaghetti che pareva vero, e un bel fiasco di vino con dei bicchieri trasparenti.
Mastro Ciliegia aveva aperto la sua casa, affiancata a quella di Geppetto, che era piccola ma poteva benissimo fungere da cucina. La casa di mastro Ciliegia invece era ampia e con un grande stanzone luminoso; da un armadio aveva tirato fuori delle tovaglie bianche che non usava più da cinque anni, da quando sua moglie Eugenia era morta.
Nessun commento:
Posta un commento