Mangiafuoco era molto dispiaciuto che Pinocchio non volesse andare con lui girando per il mondo col suo vecchio teatro dei burattini, ma Pinocchio, duro - era proprio di legno - non volle cedere e così restò nel paese dei Musoni.
Mangiafuoco gli pagò quasi a peso d'oro i suoi dieci burattini, lasciandogli anche stavolta cinque zecchini di metallo prezioso.
- Ma questi non farteli rubare dal Gatto e dalla Volpe - gli disse.
Pinocchio non ebbe il coraggio di spiegare a Mangiafuoco che lo avevano truffato anche l'Orso e lo Struzzo, benché poi si fossero pentiti e fossero diventati due onesti lavoratori proprio alle dipendenze di Pinocchio nella trattoria al suo paese di Toscana.
A mezzogiorno Mangiafuoco si fece portare tutti e dieci i burattini sul suo grande carrozzone, e salutò Pinocchio nascondendo i suoi lagrimoni. - Un bel giorno ci rivedremo - disse salutandolo con un abbraccio pieno di affetto.- E salutami il tuo buon babbo Geppetto, quando tornerai a casa -
Pinocchio rimase solo con il suo cane parlante Fido, e cominciò subito a fabbricare un burattino nuovo, almeno uno, per lo spettacolo del sabato successivo.
Pinocchio non si pentì di non aver seguito Mangiafuoco col suo carrozzone dei burattini. A lui bastava il suo teatrino, con il quale rendeva felici i bambini musoni e con il quale anche i musoni adulti riuscivano a ridere e a scambiarsi delle battute e confidenze.
Il paese dei Musoni era molto grande, e Pinocchio cominciò ad esplorarlo facendo delle lunghe camminate insieme al cane parlante Fido.
Cammina cammina, un giorno Pinocchio e Fido sbucarono in una grande vallata verde, in fondo alla quale si vedeva una collina dominata da un castello maestoso.
_ Chi abiterà in quel magnifico castello? - chiese Pinocchio, rivolgendo la parola a Fido.
Nessun commento:
Posta un commento