venerdì 20 luglio 2012

57. La scoperta del castello

Mangiafuoco era molto dispiaciuto che Pinocchio non volesse andare con lui girando per il mondo col suo vecchio teatro dei burattini, ma Pinocchio, duro - era proprio di legno - non volle cedere e così restò nel paese dei Musoni. 
Mangiafuoco gli pagò quasi a peso d'oro i suoi dieci burattini, lasciandogli anche stavolta cinque zecchini di metallo prezioso.
- Ma questi non farteli rubare dal Gatto e dalla Volpe - gli disse.
Pinocchio non ebbe il coraggio di spiegare a Mangiafuoco che lo avevano truffato anche l'Orso e lo Struzzo, benché poi si fossero pentiti e fossero diventati due onesti lavoratori proprio alle dipendenze di Pinocchio nella trattoria al suo paese di Toscana.
A mezzogiorno Mangiafuoco si fece portare tutti e dieci i burattini sul suo grande carrozzone, e salutò Pinocchio nascondendo i suoi lagrimoni. - Un bel giorno ci rivedremo - disse salutandolo con un abbraccio pieno di affetto.- E salutami il tuo buon babbo Geppetto, quando tornerai a casa -
Pinocchio rimase solo con il suo cane parlante Fido, e cominciò subito a fabbricare un burattino nuovo, almeno uno, per lo spettacolo del sabato successivo.
Pinocchio non si pentì di non aver seguito Mangiafuoco col suo carrozzone dei burattini. A lui bastava il suo teatrino, con il quale rendeva felici i bambini musoni e con il quale anche i musoni adulti riuscivano a ridere e a scambiarsi delle battute e confidenze.
Il paese dei Musoni era molto grande, e Pinocchio cominciò ad esplorarlo facendo delle lunghe camminate insieme al cane parlante Fido. 
Cammina cammina, un giorno Pinocchio e Fido sbucarono in una grande vallata verde, in fondo alla quale si vedeva una collina dominata da un castello maestoso.
_ Chi abiterà in quel magnifico castello? - chiese Pinocchio, rivolgendo la parola a Fido.

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