La Trattoria di Pinocchio rimaneva chiusa lo stesso giorno in cui era chiuso il mercato, cioè il lunedì. Quel giorno, Pinocchio e Lucignolo si annoiavano da morire, e facevano certi sbadigli che non finivano mai.
Un lunedì, a Pinocchio venne un'idea,e la suggerì a Lucignolo: - Ti ricordi la strada per andare al Paese dei Balocchi? -
- Certo che me la ricordo - rispose prontamente Lucignolo - Hai forse voglia di un altro bel paio di orecchie d'asino? -
Pinocchio scoppiò in una gran risata. - No, no! Andiamo soltanto a vedere se ci sono ancora tanti giochi, musica, balli, e magari se c'è rimasto qualche ciuchino che non ha ritrovato la strada di casa -
Era ancora presto, e i due amiconi si avviarono a passo svelto ricordando brandelli di quella brutta avventura.
Se c'era ancora un corteo di bambini e di ciuchini che si recavano a quel fantastico paese, ci sarebbe andato di notte e loro non lo avrebbero incontrato. Avrebbero visto da lontano quei tendoni e capannoni, e si sarebbero accostati con prudenza, per non avere sorprese.
Dopo un paio d'ore di cammino, a Lucignolo sembrò di riconoscere quel posto straordinario. Infatti, da lontano videro degli alberi molto alti, e sotto quegli alberi una specie di villaggio animato da mille colori.
Si avvicinarono sempre di più, e cominciarono a sentire suoni allegri di trombe, trombette e tamburi. Palloncini verdi, rossi, azzurri e gialli rallegravano il villaggio. Il cancello era spalancato, e Pinocchio e Lucignolo entrarono senza che nessuno li fermasse.
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