Pinocchio, dopo essersi tanto girato tra le lenzuola, finalmente si addormentò. Ma fece un sogno strano: gli sembrava che i suoi piedi fossero diventati di legno, poi via via anche le gambe, la pancia, le braccia, e finalmente anche la faccia e la testa intera. Dio mio, che brutto sogno! Ma davvero aveva desiderato di ridiventare di legno?
Quale non fu la sua meraviglia quando, al risveglio, vide che i suoi piedi erano diventati davvero di legno: li batteva in terra, e sentiva quel suono secco di legname. E di legno erano le ginocchia, mio Dio, le mani, le braccia e...
Andò a guardarsi nello specchio: non c'era dubbio, era di legno la faccia, e quel naso, un po' troppo lungo e a punta, e tutta la testa, tonda e liscia come una grossa palla.
- Babbo! Babbo! - gridò, chiamando Geppetto. E Geppetto, come lo vide, cadde svenuto su una seggiola e non aveva il coraggio neanche di chiamare il suo figliuolo.
Accorse anche la Fata, ma non disse nulla: guardò solo Pinocchio con aria severa. E mastro Ciliegia...e la piccola Lucia che non poteva credere ai suoi occhi. Ma il brutto fu quando lo vide Lucignolo, che non sapeva se piangere o ridere, e poi alla fine disse: - Pinocchio mio, che cosa hai combinato? Hai rivisto il Paese dei Balocchi e sei voluto tornare burattino? E ora come farai? E io che farò? -
- Tu resterai qui nella Trattoria di Pinocchio - disse con calma il burattino: solo la voce era rimasta quella di prima. - Tutti resterete qui e continuerete a lavorare come se non fosse accaduto nulla. Anch'io resterò, almeno lo spero tanto! -
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