Fecero colazione insieme, una tazza di nettare molto gustoso e aromatico accompagnato da pasticcini d'ostrica, e poi salirono su una splendida carrozza di corallo rosso, tirata da due guizzanti delfini.
In due oree arrivarono nella splendida città di Atlantide, meravigliosa già da lontano con le sue cupole e le sue altissime colonne, con giardini di colorata flora sottomarina.
Alissa fece scendere Pinocchio di fronte alla grande stazione di volo marino: grandi balene, snelli balenotteri e altri tipi di cetacei erano in attesa di prendere la partenza.
- Da qui - disse Alissa a Pinocchio - si può partire per qualsiasi altra città sottomarina, e ce ne sono di grandi oltre ad Atlantide. Il mare è profondo anche molte miglia, e noi possiamo volare nell'acqua a grande velocità e andare negli oceani lontani: il Pacifico, l'Atlantico, l'Indiano, i Mari del Nord e quelli dell'Antartide. Anche noi abbiamo una civiltà molto sviluppata, e non ci manca nulla -
Infatti Pinocchio vide enormi banche, palazzi che si elevavano per decine e decine di piani, belle chiese con cupole eleganti come quelle di Santa Maria del Fiore a Firenze e di San Pietro a Roma. Perfino una torre inclinata come quella di Pisa, perfino un Colosseo. Su un'alta collina, c'erano templi che somigliavano a quelli dell'Acropoli di Atene. E lunghi ponti in acciaio come quelli di New York e di San Francisco.
Pinocchio guardava tutto con grande meraviglia, perché quei monumenti lì lui non li aveva mai visti sulla terra e ora li stava ammirando in fondo al mare.
- Grazie, Alissa: non dimenticherò mai questo viaggio - disse Pinocchio, pieno di entusiasmo.
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