martedì 28 agosto 2012

96. Uno scudo d'argento

La mattina successiva, il bambino che voleva comprare Pinocchio si presentò con la sua mamma al negozio della giocattolaia Marianna, e subito chiese il suo Pinocchio giocattolo.
Il Pinocchio vero, tutto felice, tirò fuori da una scatola piena di trucioli il suo burattino: era luccicante di vernice colorata, già perfettamente asciutta, era alto due palmi, con un nasetto lungo, così arrogante e simpatico che il bambino proruppe in una risata e volle subito averlo tra le mani per toccarlo e vedere se muoveva le braccia e le gambe. Lo fece anche camminare un po', tenendolo per un braccio, e il burattino si muoveva bene, era alto quasi quanto il bambino, che ne fu molto felice.
 La mamma pagò volentieri lo scudo d'argento che la bottegaia le chiese, e tutti e due uscirono felici dal negozio.
La giocattolaia Marianna era davvero soddisfatta per quel che aveva fatto Pinocchio. Chiamò i suoi due bambini, Domenico di dodici anni e Fiorella di dieci, e disse: - Bambini, guardate questo bello scudo d'argento. Lo ha guadagnato Pinocchio con il suo primo burattino venduto. E voi che ieri sera lo stavate prendendo in giro! -
- Ma non è vero, mamma! - protestò Domenico - Ci sembrava solo che quei nasi fossero un po' troppo lunghi, e invece ho capito che ai bambini forse è proprio quel naso lì che piace tanto -
- Anche a me quel naso faceva ridere - disse divertita Fiorella. - Ti chiedo scusa, Pinocchio: non credevo che tu fossi così bravo -
Da quel momento Pinocchio diventò un vero idolo per i due figli di Marianna, e volevano giocare solo con lui, aiutandolo a dipingere i suoi burattini.

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