domenica 19 agosto 2012

87. Il circo di Ofelia

Si chiamava "Il circo di Ofelia", come Pinocchio lesse sulla grande insegna. 
Sul prato nel quale il circo si era sistemato c'era un grande cancello, e il burattino vide una bellissima bambina vestita da ballerina, con un tutù rosa e delle belle scarpine di raso, che stava compiendo dei movimenti per allenarsi, al suono di una musichetta allegra che veniva da un organino.
- Oh, che bel burattino! - disse la bambina quando vide passare Pinocchio. - Dove sei diretto? Perché non ti fermi qui da noi nel circo? Sei fortunato, perché in questo momento ci manca proprio un pagliaccio e tu, con quel naso lì, saresti la nostra fortuna! -
Pinocchio rimase incantato a guardare la bella ballerina. Era proprio graziosa, con due grandi occhi azzurri e i capelli biondo oro. E poi era così gentile...
- Mi chiamo Pinocchio, e per l'appunto non ho molto da fare e mi fermerei volentieri. Sai, una volta ho lavorato anch'io in un circo...-
- Io sono Ofelia - disse la piccola ballerina. Prese Pinocchio per una mano e lo portò da suo padre, che era il padrone del circo. Era un omone alto e robusto, con un paio di grandi baffi e due occhi che ridevano. 
- Questo è Pinocchio - disse Ofelia al suo babbo - Ha già fatto il pagliaccio in un altro circo e ha detto che si fermerebbe volentieri con noi -
- Affare fatto! - disse l'omone, che si chiamava Wolfango. - Vedremo presto quel che sai fare, perché domani sera daremo il primo spettacolo. Ma solo a guardarti capisco che abbiamo fatto un buon affare ad assumerti: colazione, pranzo, cena, un buon lettino per la notte, e anche qualche soldarello per le piccole spese -
Pinocchio, tutto contento, strinse la mano a Wolfango ed entrò solennemente nel Circo di Ofelia.

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