lunedì 20 agosto 2012

88. Un pagliaccio somarello

Come fare a diventare un pagliaccio? E' presto detto. A Pinocchio tornò in mente che una volta, lui, era già stato una stella del circo: ricordate? Solo che allora era un  somarello, saltava dentro a dei cerchi di fuoco, la gente lo applaudiva , finché...oh, no, meglio non pensarci, quando si ruppe una gamba e decisero di farlo fuori, di farne una pelle per tamburo.
Questo non lo disse né a Wolfango né a Ofelia: si limitò a dire che già una volta aveva lavorato in un circo proprio come un pagliaccio, e aveva avuto un certo successo. 
- E poi? Perché hai cambiato mestiere? - disse incuriosita Ofelia, che provava una grande simpatia per Pinocchio.
- Sai? Mi ruppi un piede, cadendo, e da allora non tornai più al circo. A pensarci bene, essendo di legno, potevo benissimo farmi fare un piede nuovo da mio padre Geppetto, che era un falegname sopraffino -
Ofelia non era del tutto convinta di quel che Pinocchio le andava raccontando. Sentiva che le nascondeva qualcosa. Ma per lei Pinocchio, così dinoccolato, e con quel naso così lungo, con un bel berrettone a forma di cono su quella testaccia dura, era davvero un magnifico pagliaccio. 
Wolfango fece fare dei provini a Pinocchio, e volle sentire le battute che il burattino improvvisava. Facevano veramente ridere, e avrebbe avuto un grande successo coi bambini, che certamente non avevano mai visto un pagliaccio di legno che parlava, saltava e rideva come un bambino, e faceva delle mosse così buffe: andava avanti e indietro con la testa tutta da un lato, a piccoli scatti, come se lo muovessero i fili invisibili di un burattinaio.

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