-Remigio! Remigio! - chiamava dalla sua sedia a rotelle la piccola Clara - cantami "O sole mio!" -
Il piccolo cantante di Picinisco non si faceva pregare, e con la sua bella voce ricca di melodia accontentava la ragazzina viennese, anche lei di nobile famiglia .
Clara aveva messo su un bel colorito, che contrastava molto con la sua salute apparentemente insicura. Clara aveva confidato a Pinocchio: - Sai, da quando siete arrivati voi ragazzi italiani mi sento molto meglio, e quasi quasi sento di potermi alzare dalla mia sedia del supplizio! -
Pinocchio faceva divertire molto Clara e Heidi con la sua lingua lunga di toscanaccio e le sue divertenti battute.
- Vedrai che presto faremo una gara di velocità io e te, Claretta! Quando tornerai a Vienna, il tuo papà non ti riconoscerà. Quasi quasi vorremmo accompagnarti noi con il nostro quartetto musicale! -
Pinocchio aveva aggiunto infatti un altro strumento ai tre del complessino: ora lui suonava un'ocarina che gli era stata regalata da nonno André. Pinocchio subito era diventato un raffinato suonatore di ocarina.
La signora Rottenmeier scuoteva la testa e li rimproverava: - Voi state facendo del male a Clara, lasciandole credere che potrà camminare. Non dovete illuderla, perché poi sarà più doloroso, per lei -
- Ma bisogna avere fede, essere ottimisti - ribatteva Pinocchio. - Io ne so qualcosa, di come avvengono i miracoli, e anzi sono tutto un miracolo: un burattino che parla e ragiona! -
Ma la governante austriaca era un tipo molto duro da convincere.
Una mattina, però, accadde qualcosa che non doveva accadere.
Nessun commento:
Posta un commento