Remigio chiese a Pinocchio, Ulderico e Lamberto di accompagnarlo a visitare il grande bosco di castagni e le ricche estensioni di terre, affidate da molti anni ai coloni, che provvedevano a consegnare ogni anno ai proprietari vino, olio pregiato, frutta, verdure ed anche formaggi dai loro piccoli allevamenti di pecore e mucche. Una porzione di ricchezza che il domestico Paolantonio raccoglieva, e la moglie Cesira utilizzava per i suoi gustosi pranzetti e cenette.
Durante la visita ai terreni, all'improvviso Pinocchio vide un cane che gli saltava addosso, ma con intenzioni amichevoli: con grande meraviglia riconobbero il povero Monello, che era sparito col cavallo Bortolo e con il carro. Evidentemente i ladri erano ancora in zona, e Monello era di sicuro riuscito a fuggire, alla ricerca dei suoi vecchi padroni di cui aveva ritrovato senza dubbio le tracce. Monello, felice da non si dire, fu affidato alla custodia di Paolantonio in una delle rimesse del palazzetto, ma quando i suoi amici uscivano per fare una passeggiata, lui li accompagnava scodinzolando per la contentezza.
- Ah, se ritrovo quei ladruncoli! - diceva Pinocchio con un bel po' di rabbia. - E mi dispiace tanto per il nostro fedele cavallo Bortolo: chissà che non ritroveremo anche lui -
- Pazienza - commentò Ulderico. - Compreremo un altro cavallo, quando lasceremo il nostro caro Remigio nel suo palazzetto -
- Per ora state bene con me, non è vero? - chiese Remigio con un pizzico d'ansia nella voce.
- Sì,sì, sta' tranquillo - replicò Pinocchio . - Staremo qui almeno fino a Natale, perché due anni fa è stato semplicemente meraviglioso, con la neve e gli zampognari -
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