Pinocchio, Ulderico e Lamberto, dopo i tre bellissimi giorni trascorsi a Roma, ringraziarono il principe Ascanio Colonna e i due bravi domestici Giuseppe e sua moglie Rosina, ripresero il loro carro e il loro cavallo, e piano piano si allontanarono dalla grande città.
Ben presto si ritrovarono immersi nella solitudine delle campagne, interrotta qua e là da qualche rustico casale. Una campagna solitaria, finché sulle colline lontane non ricomparvero gruppi di case e numerosi paesi aggrappati sulle montagne sassose. Il verde degli alberi era raro: solo qualche lungo filare di pini o di cipressi.
Si erano abituati al rumore e al traffico di carrozze della città, e ora il silenzio e la solitudine erano piuttosto pesanti.
- Non mi avete mai detto con precisione da dove venite - chiese ad un tratto Pinocchio a Lamberto e Ulderico, proprio per rompere la monotonia del viaggio.
- Noi siamo due cugini - rispose Lamberto, che dei due era il più riflessivo. - Siamo figli di due fratelli: mio padre si chiamava Mario,e suo fratello, padre di Ulderico, era più giovane di due anni e si chiamava Alessio. Venivano da un paese delle Marche, non molto lontano da qui. Era un paese molto povero e i due fratelli dovettero emigrare in Germania, dove trovarono lavoro in una miniera di carbone. Lavoro durissimo, ma a fine mese mandavano dei soldi alle loro mogli, cioè le nostre mamme, che con quei soldi potevano sopravvivere e allevare i propri figli -
- Quanto tempo fa accadevano, questi fatti ? - chiese Pinocchio, molto interessato.
- E' una storia di dieci anni fa - intervenne Ulderico - Noi eravamo nati da poco -
- E come andò a finire? -
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