mercoledì 17 ottobre 2012

146. Il palazzotto di Remigio

Il palazzotto di Remigio era al centro della piazza di Picinisco, vicino alla chiesa di Santa Maria. Era un vecchio palazzo del Seicento, non tanto grande: un atrio con due rimesse al pian terreno, una scalinata che portava al primo piano, composto di una vasta cucina e di un salone, al secondo piano c'erano le camere da letto, quattro in tutto, con due bagni e un balcone. Sotto al tetto c'era un'enorme soffitta-ripostiglio, dove si conservavano vecchi mobili andati in disuso.
Tutto questo era ampiamente sufficiente per ospitare la famiglia dei vecchi baroni da circa duecento anni, per sette generazioni, ma il vecchio palazzo era stato mantenuto in perfetta efficienza da coppie di domestici che si rinnovavano di genitore in figlio.
Remigio si ritrovò come a casa sua, e lì avrebbe trascorso il resto della sua vita, circondato da beni largamente sufficienti per un'esistenza agiata anche quando avrebbe messo su famiglia.
Pinocchio, Ulderico e Lamberto dimenticarono per un po' di tempo l'orchestrina, e fecero compagnia al loro amico, come aveva previsto nel suo testamento il barone Carlo. I quattro ragazzi si sistemarono insieme nella camera più grande, capace di contenere quattro lettini e un enorme armadio per i loro abiti.
Pinocchio provvide, per il momento, a ricomprare i quattro strumenti che avevano perduto: l'armonica a bocca, l'ocarina, la tromba e il violino, e così ripresero a fare piccoli concertini, solo per se stessi, al massimo con Paolantonio e Cesira che li stavano ad ascoltare con grande attenzione. Approfittarono della lunga sosta per inserire nuove canzoni nel loro repertorio, che era diventato ormai molto ricco.

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