lunedì 4 giugno 2012

11. La meraviglia delle guardie

Erano le dieci, e metà della frutta della Fata Turchina era già andata via. Si era sparsa la voce : della frutta così bella era un po' che non si vedeva, saporita e colorata che era un piacere vederla.
All'una in punto le due guardie tornarono, e con loro grande meraviglia Lucignolo consegnò tutto contento i due scudi per la licenza. Lui e Pinocchio si sentivano quasi grandi e giudiziosi come due adulti. Era andata proprio bene! Certamente la Fatina dai capelli turchini aveva pensato a loro e li aveva aiutati. Tutti li avevano accolti bene e avevano fatto loro i complimenti. 
Così, col carrettino leggero leggero come il loro cuore, Pinocchio e Lucignolo tornarono a casa, e avevano nelle tasche anche altri tre scudi guadagnati col sudore della loro fronte.
- Che ne faremo, dei soldi che potremo mettere da parte? - chiese Pinocchio a Lucignolo.
- Per ora li tengo io. Ho un buon nascondiglio, e comare Chiocciola neanche immagina dove. Quando avremo guadagnato parecchi zecchini d'oro, prima compreremo un cavallino, e poi acquisteremo una bella barca e andremo a pesca, mentre nel giardino crescerà altra frutta per la prossima stagione -
Pinocchio era sbalordito per la grande maturità che dimostrava Lucignolo. Non era davvero più quello sbandato che lo aveva portato a perdersi nel Paese dei Balocchi.
Al mattino dopo tornarono al mercato, e fu un'altra buona giornata. I due carabinieri erano diventati loro amici, e li salutarono con simpatia e affetto.
- Vorrei che anche mio figlio fosse un ragazzo in gamba come voi - disse il carabiniere coi baffoni.

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