giovedì 21 giugno 2012

28. Un ombrellone nell'aria

Pochi giorni dopo, mentre Pinocchio stava portando il gregge al pascolo, vide sopra la sua testa, nella limpida giorntata estiva, un bellissimo ombrellone di stoffa azzurra, gialla e verde veleggiare nell'aria, con Eugenio aggrappato comodamente con le mani e coi piedi: era il famoso deltaplano. Meraviglioso!
Eugenio era sospeso nell'aria, e volava lentamente, come un grande uccello che rincorreva pigro le nuvole lasciandosi trascinare dal vento.
- Pinocchio! Pinocchio! - sentì la voce di Eugenio, cento metri più in alto, che lo chiamava. - Vedi come si vola bene? E' proprio facile. Basta prendere la rincorsa sul prato davanti alla Torre e lanciarsi nel vuoto. Poi fa tutto il vento! -
Eugenio faceva ampi giri nell'aria, poi piano piano si abbassò, e andò a posarsi sul prato dietro la Torre. A Pinocchio venne una gran voglia di volare. Raccolse le pecore con un fischio, il cane Fulmine le rincorse, e insieme salirono fino alla Torre.
Eugenio si era posato leggero leggero sul prato, aveva lasciato le manopole e le pedivelle, e il grande ombrellone si era sgonfiato sull'erba come una coperta colorata. Era di stoffa robusta, ma morbida come lo scialle di una donna. Pinocchio osservava tutto attentamente: aveva capito come si faceva. Bastava afferrare le manopole,  fare una rincorsa sul prato, calzare le pedivelle e poi saltare nel punto in cui il prato s'interrompeva, lanciandosi nel vuoto.
Se c'era un po' di vento, la stoffa del deltaplano si sarebbe gonfiata come un grosso ombrello, e si poteva cominciare a volare. Poco o tanto, dipendeva dalla capacità di prendere il lieve soffio di vento.

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