sabato 9 giugno 2012

16. Il Banco è scomparso

La mattina successiva, i nostri due amici Pinocchio e Lucignolo si recarono più presto del solito al mercato. Il carrettino era leggero leggero, e pensarono che presto non avrebbero fatto più neanche quella piccola fatica, perché avrebbero comprato un bel cavallino.
Aspettarono qualche minuto, ma compare Orso e compare Struzzo non erano ancora arrivati con la loro provvista di frutta. Aspettarono ancora, e nulla. Lucignolo disse: - Vado a vedere al Banco dell'Orso, saranno ancora lì -
Ma quando Lucignolo arrivò davanti alla porta del Banco, la bella scritta non c'era più. - Avrò sbagliato porta...- si disse Lucignolo. Si guardò intono, e vide altre quattro o cinque porte, ma non ce n'era nessuna con quella scritta lì.
Il ragazzo ebbe un colpo al cuore, e cominciò a chiamare il suo amico. - Pinocchio, oh Pinocchio, corri...il Banco dell'Orso non c'è più ! -
Pinocchio, pochi metri più in là, lo sentì e si precipitò con tutto il  carrettino: - O Lucignolo, che follia abbiamo fatto! Abbiamo regalato tutti i nostri soldi a due imbroglioni! O mio Dio, è la stessa storia del Gatto e della Volpe! -
Eh, già, proprio così: solo che stavolta gli zecchini d'oro non glieli aveva regalati Mangiafuoco, ma se li erano guadagnati col sudore della loro fronte.
- Mai più mi fiderò di nessuno, uomo o animale che sia! - gridò Pinocchio, e Lucignolo piangeva insieme a lui.
-Dove andiamo, adesso? - disse Pinocchio. - Dal mio babbo Geppetto non ho proprio il coraggio. Pensare che mi stimava così tanto, e pensava di essere diventato ricco anche lui. Troppa delusione, troppa delusione! -

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