Pinocchio non stava in sé dalla gioia. Le cose stavano finalmente cambiando, e il babbo Geppetto era il primo a raccogliere i frutti della buona sorte.
- Vieni a pranzo con noi, mastro Ciliegia! - disse con orgoglio. - Andiamo a comprare un po' di buon cibo -
Arrivati a casa di Geppetto, dopo un po' si sentì bussare alla porta. Era Lucignolo che aveva avuto la stessa idea, e aveva portato un bel po' di triglie e gamberetti, un grosso cespo di lattuga e una pagnotta di pane fresco.
Mastro Ciliegia andò a casa a prendere un suo buon fiasco di vino del Chianti, e i quattro amici, quel giorno, fecero un pranzo principesco, festeggiando il ritorno davvero gradito del bravo Pinocchio.
Perché la gioia fosse completa, mancava soltanto la Fatina dai capellli turchini, ma un raggio di sole penetrò in quel momento dalla finestra e andò a illuminare con una luce intensa un vecchio quadro dove si vedeva la Fatina, la quale sembrò davvero sorridere ai nostri amici.
Come per miracolo, da un angolo della credenza sbucò fuori il Grillo Parlante, certamente un parente di quello che Pinocchio aveva schiacciato qualche anno prima, e con una vocina gentile disse: - Tanti auguri,amici: siamo tutti contenti di esserci ritrovati. Cerchiamo di meritarci con le nostre buone azioni la fortuna, quando sentiamo che è vicina a noi -
Detto così, il Grillo Parlante sparì, e i quattro amici si fecero in coro una bella risata e si misero a battere le mani con allegria.
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