martedì 4 settembre 2012

103. Pinocchio testimone

Una delle guardie si mise alla guida del carro stesso, mentre l'altra guardia, sul suo cavallo, vigilava da vicino i malfattori in modo che non potessero scappare.
- Nessuno ci ha visto rubare niente - disse il ladro anziano. - Non ci potete accusare di nulla -
- Che cosa dite? Vi portiamo in caserma, e lì c'è qualcuno che riconosce i giocattoli e dirà che li avete rubati - spiegò la guardia coi baffi.
- E chi è mai? Non ci ha potuti vedere proprio nessuno - replicò il ladro numero uno.
- Avete mai visto un burattino col naso lungo e un berretto a forma di cono? -
- Ma quello...quello è solo un giocattolo. A proposito, non lo abbiamo visto insieme agli altri giocattoli. Che fine ha fatto? -
- Vi sta aspettando in caserma e sarà il testimone che vi spedirà in carcere -
- Perché, il burattino parla? -
- Altro che se parla! Parla e ragiona meglio di una persona vera -
Erano arrivati in caserma. Pinocchio riconobbe tutti i giocattoli della signora Marianna, anche perché in gran parte li aveva costruiti poprio lui. Nel sentirlo parlare, i due ladruncoli restarono ammutoliti, e non riuscirono a negare di aver compiuto il furto.
Il maresciallo fece un bel verbale, nel quale si riferiva la testimonianza del burattino parlante di nome Pinocchio, e i due ladri finirono dietro le sbarre della cella della caserma stessa.

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