sabato 22 settembre 2012

121. Pinocchio medaglia d'oro

Pinocchio partiva nell'ultima corsia, numero otto, quella riservata agli ultimi. Quando il giudice di partenza diede il via, il nostro burattino, che era un po' goffo e "legnoso", rimase subito staccato. -Ultimo! Che figuraccia! -pensavano Remigio, Ulderico e Lamberto, che stavano seduti sulla gradinata in mezzo a tanti tifosi che vociavano e incitavano i loro campioni.
Bisognava fare trenta volte quella lunghissima piscina, e alla prima virata Pinocchio era sempre ultimo, molto staccato. Però, man mano che si andava avanti, gli altri nuotatori si stancavano, e Pinocchio niente, sempre fresco e tranquillo.
Alla decima virata, Pinocchio era rientrato sul gruppo degli altri. Alla ventesima, Pinocchio ne aveva già rimontati quattro. Alla ventottesima, Pinocchio aveva solo un altro nuotatore davanti a sé, il grande campione francese Boiteaux. Quando, finalmente, si girarono per l'ultima volta, e a cinquanta metri era l'arrivo, il burattino Pinocchio, fresco come una rosa, superò il francese e lo staccò inesorabilmente, vincendo da trionfatore.
Non vi dico l'entusiasmo e la gioia dei suoi tre amici, che strillarono come se fossero stati in cento. La gente era stupita: gli italiani non partecipavano a quella Olimpiade, e si era schierato il solo Pinocchio. Per questo lo avevano accettato: non avrebbero mai pensato che potessse vincere.
Pinocchio salì sul più alto gradino del podio, ed ebbe la sua bella corona d'alloro e la sua medaglia bagnata nell'oro, che veniva data ai vincitori. Non c'era nessun premio in denaro, ma a Pinocchio importava soltanto la gloria.

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