- Sì - rispose il ragazzo, diventando rosso rosso. - Lasciate che mi presenti: mi chiamo Remigio, vengo dalla Francia, suonavo anch'io la tromba col mio vecchio maestro ciociaro, un signore molto buono, ma molto anziano, che purtroppo è morto lasciandomi solo. Mi hanno anche rubato la mia vecchia, cara tromba, e così ora non so più che cosa fare, dove andare -
- Vieni con noi! - dissero subito Pinocchio, Lamberto e Ulderico, che avevano avuto tutti e tre lo stesso pensiero. - C'è posto anche per te sul carretto! -
- Ma...- disse dubbioso Remigio.
- Non ti preoccupare - intuì Pinocchio. - Lavorerai e ti guadagnerai il pane con noi. Io e te ci alterneremo alla tromba, e siccome sono sicuro che sai suonare meglio di me, sarai tu che comporrai il trio, mentre io presenterò lo spettacolo e le canzoni -
Pinocchio era contento, dentro di sé, perché stava già per decidere di andarsene per suo conto, per nuove avventure, e Remigio era arrivato proprio al momento giusto.
- Grazie, amici - disse Remigio stringendo la mano a tutti e tre. - Io devo proseguire verso il paese del mio vecchio maestro, in Ciociaria. Ha un nome curioso: si chiama Picinisco, e da lì vengono per Natale con le cornamuse a suonare per le strade. -
- Ci arriveremo sicuramente, piano piano - disse Lamberto. - Noi non abbiamo un itinerario preciso, ma ci dirigeremo verso Roma, e poi, paese per paese, fino a Picinisco -
- Grazie! - concluse Remigio. - Devo consegnare una lettera ai parenti del mio vecchio maestro, che forse mi stanno aspettando -
Un quarto materassino di foglie secche di mais fu sistemato sul carretto, e da quella notte furono in quattro i componenti del complessino a dormire sotto il robusto tendone d'incerata verde.
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