venerdì 28 settembre 2012

127. Sulle montagne della Svizzera

Ulderico faceva gli acquisti, Lamberto preparava il cibo quando non si fermavano in una osteria, Remigio teneva in ordine il carretto, il cavallo e gli strumenti, Pinocchio organizzava ogni giorno l'itinerario e prendeva le decisioni più importanti chiedendo sempre consiglio agli amici.
Così attraversarono tutto il Veneto e tutta la Lombardia, finchè non si ritrovarono per le strade tortuose delle Alpi, e attraversarono il confine con la Svizzera passando regolarmente per la frontiera, dove le guardie di confine li accolsero con simpatia e li fecero passare senza problemi, ma prima vollero ascoltare due o tre belle canzoni e il richiestissimo "Va', pensiero", che era diventato una specie di inno della comitiva dei ragazzi.
- Saliamo, saliamo! - diceva Pinocchio, al quale le montagne piacevano moltissimo. La sera faceva freddo, e dovettero proteggersi con due coperte quando rimanevano a riposare nel carretto. Era primavera, ma dovettero indossare i vestiti pesanti, anche se spesso c'era un bel sole e i prati erano verdissimi e tutti in fiore.
Meravigliosa natura! Ammiravano dei panorami d'incredibile bellezza, e le albe e i tramonti erano spesso dei veri e propri spettacoli. A un villaggio molto popolato fecero una bella provvista di cioccolato e di formaggi speciali, che costituivano la base dei loro pranzi e delle loro cene, che il bravo Lamberto preparava con molta cura, procurandosi il pane, la carne, la frutta e la verdura.
- E un piccolo osso pure per me...- sembrava dire Monello scodinzolando festoso.

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